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Immagina di avere in regalo un fantoccio, è alto circa un metro ed è completamente nero eccetto gli occhi bianco latte che formano due archi concavi.

Ora immagina di essere nel tuo letto, con il presente a farti compagnia nel buio pesto della tua camera, cercando di dormire. Poco dopo ti alzi per andare a bere, accendendo la torcia del telefono noti che gli occhi del fantoccio riflettono la luce in modo alquanto inquietante, "Ma sarà il riflesso della luce." pensi tra te e te. Tornando in camera tua noti con paralizzante sorpresa che il fantoccio è si sul letto...ma non nella stessa posizione di prima.

Resti immobile pensando come sia potuto accadere e cerchi di convincerti che sia stato un tuo movimento maldestro mentre ti alzavi...ma tu hai visto il fantoccio quando eri già alzato e non potevi averlo spostato.

Con piccoli passi ti avvicini al tuo letto, sempre più vicino a quello che prima consideravi una piacevole compagnia...e che ora ti sembra il più maligno dei diavoli.

Riesci a trovare il coraggio di sederti, affiancato dal fantoccio... lo analizzi con lo sguardo dalla testa ai piedi ma ti soffermi sugli occhi, quelle due falci che ti trasmettevano puro rancore.

"È solo una mia impressione" dici, continuando a fissare quei tetri scorci di bianco terrore. Non fai in tempo a tranquillizzarti che qualcosa muovendosi ti fa sussultare, il fantoccio muove morbosamente l'indice della mano sinistra "Com'è possibile?" e detto questo anche tutte le altre dita iniziano a muoversi "Cosa sta succedendo?" chiedi alzando il tono di voce e facendo dimenare le braccia e le gambe del fantoccio in modo terrificante "AIUTO!"... queste furono le tue ultime parole prima che il fantoccio ti saltò addosso, immergendoti nella più vuota oscurità...


Riprendi i sensi ma vedi tutto nero, provi a muoverti ma sei come immobilizzato, provi a parlare ma hai la bocca cucita...dopo poco un fioco fascio di luce attraversa il buio, pian piano cominci ad aprire gli occhi e mettere a fuoco quello che hai di fronte...sei stato regalato ad un bambino, ti sembra molto familiare ma non sapresti dire di conoscerlo.

Immobilizzato, sei costretto a fargli da compagnia per la notte. “Cosa diamine sta succedendo?” ti chiedi nervoso, “Sto impazzendo?”. Mentre continui a tormentarti noti che il ragazzino se ne sta andando, una potente luce ti acceca e per qualche istante non vedi più niente. “Ok, calma. Se mantengo la calma andrà tutto bene…” ti continui a ripetere.

Provi a muoverti, niente. “Posso farcela, dannazione!”. Con un piccolo scatto riesci a muovere la gamba destra “Riesco a muovermi!”. Sfortunatamente quando riprovi a muoverti non ottieni alcun risultato.

Intanto il ragazzino è tornato, ti fissa spaventato. Con piccoli passi si avvicina al letto e si siede al tuo fianco. “Questo ragazzino potrebbe aiutarmi! Devo solo fargli capire la situazione… ma come… non posso parlare… non ho occhi espressivi… a malapena posso muovermi…” Non hai molta scelta, concludi che puoi solo comunicare a gesti. Con tutta la forza che hai in corpo e nell’anima provi a muoverti.

Riesci a muovere un dito “SI! COSÌ! CE LA POSSO FARE!”, ecco che riesci a muovere anche tutte le altre dita “ANCORA UN PICCOLO SFORZO ED È FATTA!”, spinto dall’euforia riesci a muovere anche braccia e gambe. Ti resta una sola cosa da fare, con l’ultimo briciolo di energia che ti rimane salti sul ragazzino mentre urli sovrumanamente “AIUTO!” ...